L'Eleganza del pianto

14 ottobre 2009
Quando ero ragazza credevo in un dogma: la classe non è acqua, non la compri e non la erediti. Era la mia frase preferita, l'avevo sempre sulle labbra.
Oggi mi rendo conto che è ancora in me, a tratti mi affascina la bellezza estetica che irretiva Wilde (ma senza il bisogno di sedurre bambinetti o avere allievi adulanti) e a tratti trovo brandelli di poesia nelle persone, nelle loro esistenze. E rimango affascinata, lusingata per chi riesce a tingere con colori tanto perfetti la propria esistenza, il proprio mondo interiore e lo scorrere del tempo che passa su tutti noi.
Strappati via i maleodoranti paesaggi da televisione italiana dove tutto corre al ritmo di colori altisonanti e di note in contrasto con la natura. Perchè sarete d'accordo con me che un conto è osservare un paesaggio ascoltando un'orchestra filarmonica e un conto è osservarlo accompagnati da un carosello sanremese.
Io penso che la natura si offenda quando cadiamo così nel cattivo gusto, credo che lei, artefice di incredibili bellezze e tanto paziente da lavorarci su per secoli d'evoluzione, ci volti le spalle quando abbandoniamo il gusto per una semplicità rozzamente inopportuna. Che in fondo i fauni suonavano bucoliche melodie con la lira mica Massimo Ranieri.
E mi sorprendo a scoprire che sappiamo ancora cantare in sintonia con la poesia, che ancora riusciamo a dipingere dei quadri che non sfigurano in un bosco selvatico e con la sua imperfezione semplicemente perfetta.
E' commovente.
Che poi secondo me questo cogliere una sintonia con il mondo non sia mica inutile, magari non sempre piacevole ma inutile, no, è un altro discorso e anche troppo complesso. In sintesi penso che renda migliori e se esiste una redenzione da un peccato originario (cosa in cui per altro non ho mai creduto) allora è certamente quella: tornare ad essere noi stessi il paradiso terrestre. Luogo dove di certo non strombazzava Elio con le sue storie tese.
Diciamo che l'eleganza del sussurro mi impressiona come avviene per una fotografia sviluppata in camera oscura. Allora vedo le emozioni, i sentimenti nella loro completezza, il loro manifestarsi e il loro nascondersi.
Ed è come quando il vento soffia e sposta le nuvole, e sotto il cielo terso i colori delle piante diventano più accesi e il mondo intero ti appare più vivo, reale, perfetto. O come quando ti ricordi finalmente di pulire gli occhiali impolverati da quel che hai visto i giorni prima.
E resta poco da dire e molto da rimirare.
Perchè l'eleganza rende bello anche ciò che non ci piace, presenta meglio ogni aspetto. E forse non solleva l'animo che vibra come un'arpa suonata da eventi non favorevoli, ma porta con sé una dignità che in momenti così si rischia sempre di perdere.
Come quando si piange. Quando le persone piangono perdono ogni dignità, contorcono il volto in smorfie spesso sgradevoli, smoccolano e lacrimano da ogni orifizio della faccia, gorgogliano, singhiozzano, si sporcano mani e capelli diventano un grumo deforme di liquidi che le rendono lucide e viscide come lumache.
Ma alcuni piangono con l'eleganza di una maschera della tragedia greca, e allora ci si commuove, si piange anche noi con loro... perchè piangere così è talmente bello fatto da persone così che vien voglia di farlo.
Anche se piangere è indiscutibilmente sgradevole.




Grafic art by Jessica Jenney
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4 nosense:

Anonymous at: 14 ottobre 2009 23:37 ha detto...

Non dovrei commentare sono "troppo" d'accordo con te. Tranne che sulle lacrime. Tutte le lacrime hanno una digntà, parlo delle lacrime nate dal dolore quello vero, quello che toglie il respiro. E le più terribili sono quelle che non riescono ad uscire alla luce, ma restano chiuse in noi piccoli sassi appuntiti e oscuri che ci lacerano e ci lasciano come statue di marmo insensibile ad altro che non sia l'atrocità della solitudine e del buio. green

{ Rikja } at: 15 ottobre 2009 11:25 ha detto...

Sono d'accordo e l'immagine di Ranieri come sottofondo ad un paesaggio mi deprime almeno quanto una lacrimazione priva di qualsiasi fascino estetico.

{ Sero } at: 19 ottobre 2009 14:03 ha detto...

Riuscito finalmente a registrarmi su Blogger scopro che il mio segno zodiacale cinese è "ratto". Perchè sorprendersi?
Ma Ranieri esiste ancora? Come ti è venuto in mente proprio Ranieri?? :-/

{ Alice } at: 20 ottobre 2009 02:06 ha detto...

@Green qui però parlavo dell'estetica, del buon gusto e non del diritto ad esistere. Si, al livello emozionale sono assolutamente d'accordo con te ;)

@Rikja hehehehe metafora azzeccata allora!

@Sero hahahaha non sapevo neanche che esistesse un segno del ratto, sarà mica topo? ratto è proprio infelice :D
Mica lo so com'è uscito Ranieri, penso di si, che esista ancora :/

 

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