Tarocchi e arcani minori

4 settembre 2009
Se ogni arcano minore fosse un passo da formica, e ogni arcano maggiore un passo da leone, ora starei guardando una lama di spade. Ne scruterei il disegno, i colori, il simbolismo, la consistenza della carta.
Io ho iniziato a controllarmi per mettere in ordine me, ero piuttosto caotica in quel dell'adolescenza...
Sono stata da ragazzina una "bulla" buona, più che altro goliardica ma comunque ribelle. Ricordo che facevo scherzi anche agli insegnanti, e già fumavo. In quel periodo ho deciso che le pareti della mia stanza sarebbero state il mio diario e iniziai a farle firmare agli amici, prendi un Uniposca e scrivi.
A quell'età se sei libero sei migliore degli altri. Era facile essere accettati a quell'età, bastava copiare Madonna in Cercasi Susan disperatamente.
Al ginnasio ero uguale, ma iniziavo a capire che la moda contava e comprai i closed, le adidas e i maglioncini a V. Ero rappresentante di classe e nonostante fossi un soldo di cacio del ginnasio parlavo alle riunioni di istituto... il cuore in quinta senza freno a mano perchè avevo davanti quelli della terza liceo ma consapevole che io non dicevo idiozie: prima di salvare le scuole d'Italia vediamo di ottenere l'infermeria da noi. Mica scema. Però avevo anche più fidanzatini contemporaneamente, era un giro più grande dove si fumava e beveva (io no, più che altro perchè volevo essere anticonformista e sfidavo la timidezza senza sostegno chimici, orgoglio del piciu). E camminavo sul cornicione di casa, al quinto piano.
E' stato in quel momento che decisi di darmi un ordine, e arredai la camera dipingendo di bianco i muri del diario dell'infanzia.
Poi andai a vivere da sola e scoprii che senza ordine si rimane senza pasta, senza sale o pane. E mi imposi l'ordine delle cose da fare. Quella è stata la prima volta che usai l'ordine al di fuori di me, per regolare le giornate più che la smania di arrampicarsi sui cornicioni imparata sulle rocce sarde.
Mentre litigavo con la biologia molecolare e i diritti europei sull'ambiente convivevo e dovetti per forza ordinare anche qualcun altro, per evitare di pagare le sue spese telefoniche o cucinare per qualcuno che non era mio figlio.
Poi tornai a casa dei miei mentre ristrutturavo la mia nuova casetta, e imparai a ordinare i parenti perchè si rimaneva senza pasta e senza pane, perchè ci arrivarono le pulci in casa e perchè non avevo neanche granché da fare.
Venuta qui dovetti lottare con l'ordine che avevo imparato, e da allora guardo questa carte di spade. Ogni tanto la mordicchio, tanto per farle male. Ogni tanto la rificco nel mazzo, tanto per dimenticarla. Ogni tanto me la ritrovo in mano, tanto perchè sono sbadata.
Ho origini del sud, ho un senso del dovere e dell'onore settecentesco. Il mio peggior difetto è la pignoleria, questo nuovo template ha 5 punti pixel sbagliati e prima o poi so che li cambierò. E le bratelline della maglietta che ho fatto sono di un mezzo tono di grigio diverso dalla stoffa. Lo vedo solo io, e l'amica E. che fa anche lei la grafica. Ma io lo vedo.
Ho avuto un fidanzato pignolo, e so che la pignoleria rompe le palle. Lo ha capito pure lui, perchè ero pignola anche io. Chi non ha fatto sesso facendo una maratona tantrica di perfezionismo non può capire il perchè a un certo punto si scoppi a ridere, consapevolezza dei reciproci limiti umani e di un Ego da supereroi.
Odio Wonder Woman ma aspiro a diventare la Diana Prince del secolo corrente.
Però guardando questa carta di spade ho capito che negli ultimi anni l'ordine e la pignoleria hanno superato gli argini perchè mi spaventa il fatalismo. Quella cosa strana che va contro la statistica e il gioco di probabilità. E così spero di controllare la fatalità, non il fato a cui non credo (beffardo gioco umano per giustificarci delle nostre idiozie e renderci liberi di farne in nome di un destino "nonpotevacheandarcosì"), la fatalità.
Per questo il Cappellaio Matto brontola. Perchè le fatalità per definizione non puoi impedirle, neanche tirandogli contro tutte le spade dei tarocchi.
Ieri una ragazza sconosciuta mi ha regalato qualche etto di incenso. Ricambierò perchè ogni dono è un contratto di debito e prima o poi ti chiedono sempre qualcosa in cambio, tanto vale ricambiare e scegliere cosa donare.
Ho il timore di combattere questa carte di spade. Ho il timore che la fatalità sia tanto orgogliosa da dimostrarmi di essere più forte.
Ma se avesse davvero ragione la torre di Pisa?
L'impugnatura in oro della spada mi guarda.
E comunque alcune cose bisogna buttarsele alle spalle, oppure le appesantiranno fino a soffocare il respiro come l'umidità che si trascina da Agosto nella capitale. So da dove proviene questa carte di spade, da un san Giovanni di tre anni fa.
E se la spada servisse proprio a questo? Per tagliare quel filo argenteo con il passato?
Lo stesso passato che torna per telefono, chi sei? Che vuoi? Costi più di un fiorino.
E se uno, decidendo di rinascere, fosse impedito dal farlo dalla fatalità? Non sarebbe peggio che non rinascere?
"Senza rinascere si invecchia..." mormora la Regina di Cuori sedendosi stanca.


2 nosense:

{ Santaria } at: 4 settembre 2009 19:12 ha detto...

a parte che non ci sono gli smilini... perchè saprei cosa mettere qui.
Poi, al solito, non saprei che dire. Potrei solo uscire a comprare un pacchetto di sigarette( un malboro light per me e un philip morris one per te) . Sedermi su un cornicione assieme, con rete di sicurezza ( che mica siamo sceme) a guardare Roma e fumare.

E pero' poi ci verrebbe in mente il post " Dove va a finire il fumo di sigaretta" , ma proprio perchè siamo sceme ( io ovviamente di piu'), ci verrebbe un po' da ridere. E rideremmo, come si alza una coppa di vino al cielo.

e si lo sai ma te lo dico, solo al telefono pero? :-P

{ Alice } at: 10 settembre 2009 02:48 ha detto...

Grazie, sei troppo buona o in vena di amarcord :* (<- questo coso prima che esistessero gli emoticons era un bacio)

 

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