Agosto

5 agosto 2009
Scivola, scivola via come l'acqua sulla pelle questo Agosto uggioso. Volano parole perse nel vento bambino che scherza a nascondino tra i palazzi, parole non sempre seguite da gesti ma per molti vale così, una frase e il mondo è cambiato. Almeno per ora, almeno per un'ora.
Saluto chi va via, accolgo chi ritorna, stringo chi resta. C'è qualcosa di agricolo in tutte queste partenze alla ricerca di riscatto, come se l'abbronzatura profumata di chimico fosse una medaglia al valor sociale. Io però dondolo sulla porta.
Quanti ricordi porto con me.
Agosto un tempo mi ha portato via troppo, e ancora non si è visto un albero di mele abbastanza carico per dimenticare quel tremore quando i corvi si alzano in volo.
Questo Agosto però è silenziosamente delicato con me, sussurra parole gentili come un amante che domanda scusa. Anche se in ritardo, o forse prima ero troppo arrabbiata io per ascoltare le sue scuse.
"E poi Signorì, c'ha 'n profumo che non lo batte niente"
Sentisse quando profumo di cannella e ambra, quando la casa si condensa di vaniglia e cacao, quando il velluto dello zenzero risveglia anche la toilette dove riposano, in cornici d'argento, i volti persi del passato. Quando profumo così, glielo assicuro, non mi batte niente.
Per ora dondolo sulla porta. Ascolto il passato aspettando un filo di dolore, uno per ogni strappo in dritto filo nella stoffa tessuta a mano per tanti anni. Ma non giunge. Giunge il vento, soffia, entra, gioca con le tende come il bambino nell'Ultimo Imperatore, si arrotola sul pavimento come un gatto invisibile, ride, sorride, fa i capricci, scappa, ritorna, fa un dispetto, butta già una, poi due foto. Lo lascio fare, le raccolgo quando ho tempo.
Le notti, ogni tanto sono troppo fredde. Ma questo Agosto gentile e garbato, questo Agosto Signore mi rende ottimista.
"Del tacchino per cena?" mormora lo Stregatto, appollaiato sul vento che gioca a nascondino con lui.
"Vada per il tacchino del passato!" acconsente la Regina di Cuori per poi addormentarsi sul profumo di cannella e cacao che esce dal forno.
Lo Stregatto guarda il forno e sono certa si domandi quanti bambini potrebbero entrarci, e se il pan di zenzero resista alle piogge dell'Autunno.
Tiro fuori la torta e la poso alla finestra, sotto la felce, con l'edera che l'accarezza, accanto al melograno in miniatura che si ostina a fare frutti troppo pesanti per i suoi rami. Qualcuno canta, qualcuno canta sempre quando c'è una torta alla finestra.
"Si resiste" dico sorridendo all'improvviso, spaventando così lo Stregatto. Non si è ancora abituato alla mia telepatia, è convinto di averla solo lui...
Agosto gentile, che scivola già via.

3 nosense:

{ Luka } at: 6 agosto 2009 00:02 ha detto...

Bellooo o.o
(gli stregatti a volte sono arroganti... :-/)

{ greenapple43 } at: 6 agosto 2009 15:59 ha detto...

La classe non è acqua. Ben detto! Ma questo vale per chi vuole lasciare l'ordito in ordine e mi pare che siamo rimasti in pochi. Il disfare una trama richiede grazia, sensibilità, e rispetto tutte cose che sono diventate rare. La maggior parte lo fa, sentendosi in colpa e rovesciando il senso di colpa sugli altri. Lo sappiamo. Sai benissimo anche che sono perfettamente d'accordo con te, ma bisogna essere decisi e comprensivi, non è mai facile. Approfitto per dirti che il post precedente è incantevole, fata delle parole, salutami il vento d'agosto. Ciao cara a presto.

{ Alice } at: 16 agosto 2009 18:56 ha detto...

@Luka 'ammazza se lo sono! :/

@Green grazie ma siccome il commento mischia i due post a distanza di tempo non ci ho capito niente :/
Ricordate che io dimentico, per arte e per convinzione u.u

 

Abbonati! (sconti per i fiori parlanti)

Si è verificato un errore nel gadget

Trova la via

Mollichine di Pan di Zenzero alla Cicuta (virtuale)



Jabberwocky-dipendenti

E se la Torre di Pisa... avesse ragione lei?

Carte di Cuori