Odi et amo

1 maggio 2011
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Ora che ci penso a "Chi sono" avrei dovuto scrivere "solare". Non che io sia una solare, ma qui e lì un solare sembra stia sempre bene nelle descrizioni femminili quando "manager" in quelle maschili (oppure "nulla" che fa tenebroso intellettuale OR zenzibile, a seconda dell'età).

Ma no, non sono solare. Se sembra è un inganno, che so, ottico, sensoriale, immaginifico, ve lo state inventando voi, oh.
Non sono neanche "così e l'opposto di così", e neppure la classica gorgone che da un momento all'altro divora le persone, no, no, no, niente di tutto questo.
Odi. Odio questa mancanza di fantasia dei profili virtuali dove la gente si descrive o meravigliosa o merdavigliosa, in ogni caso prevedibilmente prevedibile.
Mi sa che sono originale, o che mi piacerebbe esserlo... dovrei pensarci... ma non ho tempo, neanche voglia, diciamola tutta.
Odi. Questa mania dei socialnetuorc, che poi cambiano in continuazione, ne devi avere milioni perchè a quello piace fb all'altro ff, a quella twit all'altra buz, che poi una telefonata e si fa prima che perdere tempo dietro a una tastiera; che poi piggi, piggi e ti sembra di aver costruito qualcosa e invece hai solo un'immagine di te che fa a cazzotti con quella che usi quando esci dal portone di casa e incontri il vicino di casa che non vede "sprobovirtualfiga" ma solo un'idiota scarmigliata che butta la 'monnezza. Insomma, cose da sdoppiamento della personalità accuratamente nutrito a chattate e commentini.
Amo. Quel vivere semplice, ci si vede, porta una pizza, due birre, magari pure un film alla tivù, due chiacchiere non troppo pensate (tanto per evitare inganni di inesistenti intelligenze o di italiane polemiche calcio-politiche).
Odi. I brunci della domenica, gli aperitivi, i tacchi senza motivo, le cose senza motivo. Che un po' di praticità ci sta pure bene ogni tanto, giusto, giusto per purificarsi dai vari Bruno Vespa e quell'altro, lì, quello del tiggì, il fan numero uno del pedopremier, che non mi torna il nome in mente.
Amo. Cucinare, rilassa, diciamolo. Si sta lì tutti assieme, si ciarla, di agisce, si costruisce qualcosa che, se riesce bene, si può pure mangiare. Costruisci qualcosa che ti riempie la pancia, sensazione tattile di collaborazione. Idea carina, bizzosa.
Gli animali, banale lo so, ma va da sé che son più furbi di noi. Però, c'è un però, non quelli tipo Lassie, due p***e Lassie, qui e arriva, lì e va, il cane secchione per definizione. Meglio le teste dure, più stimolanti. Ah, odi i cavalli... lo so, piacciono a tutti, fanno figo, fanno sentire imperatori quando ci sali su. Beh, per me hanno occhi da pecora, sempre stupiti da quello che vedono, capaci di sottomettersi a un bambino con in mano due redini e dei denti brutti, grossi e piatti. Le pecore mi piacciono invece, sarà che ho sangue sardo.


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