Born in the wind

9 gennaio 2010
Silenzio. Solo pioggia che danza. Ogni tanto una macchina scivola sulla via in fretta per non disturbare. Una giornata uggiosa, con il Sole coperto dalle nuvole quasi fosse timido e non volesse farsi scorgere nudo.
Piove, piove, piove da così tanti giorni che sembra non abbia mai smesso. E io amo la pioggia.
Mi sveglio, mi avvolgo in un maglione-coperta, distrattamente preparo un thé profumato alla radice di Iris. In giornate come questa il thé va profumato all’Iris così la mente vola sotto le coperte accolta da pensieri licenziosi e questo buio diventa complice mistero. Guardo fuori dalla finestra il cielo cupo, mentre dalla tazza il fumo caldo e profumato appanna il vetro. Mi appoggio lì, con gli occhi fra le grate e li scorgo.
Due anni fa si sono trasferiti nel palazzo dove già vivevano i genitori di lei, aromatizzati ai fiori d’arancio come un’automobile nuova. Ed erano davvero nuovi e perfetti.
Lei aveva i lineamenti di un angelo, i capelli platino sempre in ordine, un sorriso dolce come miele e una voce all’acqua di rosa. Non sbagliava mai un abbinamento, e i gesti leggiadri sembravano quelli di una ballerina classica ma quell’eterna sciarpa sottile sul collo faceva pensare ad una cantante anche se in realtà è solo una commerciante come tante. Lui è bello, qualche amica più grande di me che lo ha incontrato per caso lo ha sempre degnato di complimenti poco educati ma inequivocabili. Alto, sempre alla moda, boccoli castani su un volto che mantiene statica un’ombra di barba… tanto per evitare l’effetto bambolotto.
Sotto la pioggia di questo Gennaio iniziato uggioso parlavano e mettevano a posto il box proprio oltre la mia finestra. È stato in quel momento che me ne sono accorta, di quegli orrende scarpe da folletto.
Miss Perfezione aveva le scarpe da folletto, sotto dei banalissimi jeans. E mi sono ricordata che da un anno veste sempre così. Jeans e stivale senza suola né forma del piede, una pantofola alta che è andata erroneamente di moda anni fa e su cui dovevano mettere l’avvertimento: da non usare in caso di 170 o meno centimetri d’altezza. Che comunque rende ridicola anche una modella.
Miss Perfezione ha smesso di essere perfetta. Ha ancora un buon armadio da riuscire ad intonare i colori ma… non è più lei. È sposata. Soddisfatto l’antico dovere ora si lascia andare, sotto la pioggia si bagna e parla con quell’indifferenza di chi ormai è abituato, di chi ha dimenticato quella piega delle labbra che poco tempo prima accompagnava il corpo ad un tango latino.
La sua comoda perfezione mi scivola via tra le dita assieme alla pioggia. Non posso fare altro che guardarla bagnarsi e fuggire via.
Comoda. Comoda perché una donna perfetta ti permette di non sfidare la sorte, di abbandonare la piazza senza accorgertene. Cerco di spiegarmi meglio. Non ho mai invidiato le bellezze perfette, anzi le ho sempre trovate comode. Davanti ad una bellezza perfetta si può restare in pigiama perché qualsiasi capo si indossi le starà meglio. E il naufragar m’è dolce in questo mare… di abitudini, di relativa incuria e di parole sussurrate.
Ma questa donna perfetta che davanti ai miei occhi si scioglie in pioggia muove qualcosa dentro di me. Una necessità di sopravvivere alle giornate uggiose, di spogliarsi di questa nebbia che mi copre da tanto tempo. Nebbia in cui sto molto comoda. Come un orso nella sua tana che dorme, io dormo.

Ad essere sincera io non credo più nell’amore. Che frase banale, mi annoio da sola…
Non che l’amore non esista, certo che esiste!
Solo mi sfiora, ogni tanto e raramente… come il Vento. E accade così raramente da essermi convinta che non accadrà più…
Non parlo solo dell’amore di un uomo o per un uomo, ma dell’amore, anche per me.
Questa donna possiede un amore per convenzione, e ora ha dimenticato l’amore. Per lui, per se.
Resto con la mia tazza in mano a guardarli mentre piove.
Cosa ne sarà di me se mi piove addosso ancora un po’? Mi scioglierò?
Allora diventa necessario abbandonare questa comoda tana, annusare l’aria e tornare alla vita. È così difficile rinascere da capo, ancora una volta, e ancora, e ancora…
Ma qualcosa dentro di me ha già deciso e contato i mesi a disposizione, nove. Come da tradizione. Per Settembre sarò pronta, inizia un lungo travaglio in cerca di una nuova me. Questa volta prenderò i pezzi del passato, i pezzi del presente e non dimenticherò il futuro.
Si, il futuro mi fa paura. Mi fa paura l’oscura signora che troppo mi ha tolto. Allora preferisco non avere altro, così sa che qui non può più bussare a domandare… Ma questa donna mi si scioglie davanti inconsapevole, e scioglie anche me. Con la mia tazza all’Iris e i suoi caldi s ogni da coperte.
Bisognerà viaggiare, bisognerà faticare, cambiare molte cose a cui ormai sono affezionata.

Passo la giornata così. Pensando a me. Pensando a te.
Ma non c’è tristezza o malinconia. C’è solo consapevolezza e armonia, con questa giornata che scivola, scivola via…
Da lunedì, inizierò a crescere. Sono appena stata concepita, e fa ancora freddo.


5 nosense:

{ il monticiano } at: 9 gennaio 2010 23:12 ha detto...

Non credevo di trovare un post così accattivante, interessante e intrigante.
La descrizione di Miss Perfezione o perfetta è veramente grandiosa.
L'hai passata al microscopio.
Poi una riflessione personale sul tuo oggi e sul tuo domani.
Accidenti se sai scrivere. E bene anche.

Anonymous at: 10 gennaio 2010 10:42 ha detto...

pioggia, profumo di iris, la vista della perfezione che si scioglie, perché la perfezione non esiste. Ma la paura di vivere sì, la paura di amare sì, la paura di soffrire sì. 9 mesi di gestazione per rinascere? possono essere tanti o pochi, dipende.......e poi l'amore tante volte lo incontriamo e non lo riconosciamo e ne fuggiamo, perché proprio 9 mesi Alice? Besito Donatella

{ Alice } at: 10 gennaio 2010 12:29 ha detto...

@Monticiano
Ti ringrazio ma ti assicuro che la rende facile (mh, rendeva). Ogni tanto, per sbaglio mi si illumina il neurone letterario :D

@Donatella
La perfezione esiste, esiste. Solo che non è un valore universale, per me lei è perfetta (ma scommetterei di avere un parere in comune con altri/e) ma va da sé che per suo marito qualche difetto ce l'ha (un carlino, non ho scritto del buffo cane che quel povero principino scalzo è costretto a portarsi a spasso).
Ho paura di vivere o di amare? Non penso, ma ci penso.
A naso direi che sul vivere vivo, più di altri solo in maniera più calma (o almeno è nelle intenzioni come ben sai).
Sull'amore scriverò un post a parte nel caso, google non permette tanto spazio nei commenti. Ma non ho mai avuto paura di amare, piuttosto ci incontriamo raramente ed è come con le amicizie: se ti senti due volte all'anno sei amico per ricordo, ma non Amico ;)
Ora ti chiamo, non avevo sentito il cell :)

{ did } at: 11 gennaio 2010 10:39 ha detto...

tifo per te tifo per te!
(ma la prossima volta, niente sicilia.. u_u)

{ Alice } at: 11 gennaio 2010 11:11 ha detto...

@Did
Hahahaha ora mi adeguo, di solito una volta a settimana salto e divento ingorda (sembra serva) ora scusa... vado a correre sul tapinorotante :D

 

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